Avete visto Marta Cavalli? E’ più famelica che mai…

02.12.2021
4 min
Salva

Marta Cavalli è già in piena stagione. Ha una carica pazzesca. Ieri per esempio aveva avuto una giornata bella piena e tra allenamenti rimandati e impegni vari alle 21 era ancora sul ciclomulino. E stamattina di buon’ora era già pronta per uscire. Il menù prevedeva quattro ore.

La portacolori della FDJ Nouvelle Aquitaine Futuroscope ha archiviato la sua prima stagione nel WorldTour. E anche se non ha alzato le braccia al cielo (almeno individualmente visto che ha vinto l’europeo nel team relay) ha vissuto un’annata da vera protagonista.

E’ sempre stata nel vivo delle corse, specie le più importanti, e anche al mondiale di Leuven non ha mancato di dare il suo supporto alla causa azzurra. Per lei ben 21 top ten, Olimpiadi incluse.

Marta Cavalli (classe 1998) alla prima stagione nel WT. La lombarda è stata brava anche alla Roubaix (nona all’arrivo)
Marta Cavalli (classe 1998) è stata brava anche alla Roubaix (nona all’arrivo)
Marta, prima stagione nel WorldTour messa nel sacco. Come la giudichi?

Mi ritengo assolutamente soddisfatta. Una stagione al di sopra delle mie aspettative. Ho corso ad un livello che neanche il team forse si aspettava e vedere che anche loro erano contenti è stata forse la soddisfazione più grande. Sono stata molto costante, competitiva da febbraio alla Roubaix. Questo significa aver messo fieno in cascina anche per la prossima stagione e poi mi ripaga dell’azzardo fatto dell’andare a correre all’estero e dei tanti sacrifici.

Come vi organizzate con la squadra? Vai spesso in sede?

In realtà ci vado due volte l’anno e per brevi periodi. Poi faccio tutto da casa e sono seguita da remoto. Per esempio siamo andate dopo la Roubaix per questioni logistiche ed amministrative, diciamo così. E sono tornata qualche giorno fa per fare il punto della situazione. In questa occasione ho parlato con il preparatore.

E che programma di lavoro ne è uscito?

Abbiamo preso in considerazione la prima metà di stagione. Andremo per step. E punteremo su gare adatte a me in questa prima parte come la Strade Bianche e il Giro delle Fiandre. Questi sono i primi obiettivi. Ma soprattutto c’è l’idea di partire belle cariche. Di farsi trovare pronte ad inizio anno e per questo sto già spingendo abbastanza.

E si sente, anche dal tono deciso e brillante della tua voce…

Partire bene è importante. Se poi vai bene è anche più facile mantenere la condizione.

Hai parlato di Fiandre e Strade bianche ma quest’anno poi ci saranno sia il Giro che il Tour e la Marta del WorldTour è molto cambiata. Sembra essere quasi più adatta a questi appuntamenti che non alle corse di un giorno…

Abbiamo visto la presentazione del Tour e ci siamo fatte un’idea delle tappe. Adesso aspettiamo di conoscere il Giro, in modo tale che potremmo capire come e quale affrontare, sulla falsariga poi di quello che fanno gli uomini. Loro valutano i tre percorsi dei grandi Giri e poi scelgono quello più adatto alle loro caratteristiche.

In effetti (un altro bel passo avanti per le donne)…

E non escludo la doppietta Giro-Tour, ma con obiettivi differenti.

Marta (in basso a sinistra) sul podio di Leuven: bronzo nella staffetta mista contro il tempo
Marta (in basso a sinistra) sul podio di Leuven: bronzo nella staffetta mista contro il tempo
In quest’ultima stagione, Marta, abbiamo assistito ad una tua metamorfosi fisica: hai perso peso. Questo ti ha un po’ limitato nello sprint (tua vecchia arma vincente) ma ti ha decisamente dato tanto in salita: continuerà questo cambiamento?

E’ una metamorfosi che è avvenuta in modo naturale con l’aumento del volume di allenamento. Stando più tempo in bici il fisico si asciuga. E’ vero ho perso un po’ di sprint e stiamo cercando di ritrovarlo. Per questo sto lavorando di più in palestra e sulla forza. L’obiettivo è quello di mantenere il buon livello in salita raggiunto e di ritrovare il vecchio spunto, di avere più esplosività.

Sarebbe ottimale, certo…

Spesso si fa la differenza in salita, ma poi non basta per vincere. Magari vai via in tre, poi però rientra qualcuna che è meno forte quando la strada sale ma è veloce. Alla fine arrivano molto spesso dei gruppetti e qualcuna ti batte in volata.

A proposito di salita: chi è la più forte?

Senza dubbio Annemiek Van Vleuten, non in quanto scalatrice pura, ma perché è in grado di esprimere una forza e una resistenza molto elevate. Imprime un ritmo forsennato per 3′-5′ e alla fine sei costretta a mollarla per asfissia.

Ti manca molto per essere a livello delle migliori?

Stiamo lavorando per ridurre questo gap. Se invece penso alle italiane cerco di avvicinarmi il più possibile ad Elisa (Longo Borghini, ndr) per il tipo di attacchi che fa e il ritmo che tiene. E poi sempre occhio a qualche sorpresa.