Davide Villella, 23 anni. Bettini

Davide Villella, 23 anni. Bettini

il riposo dei guerrieri

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Stagista brillante nel 2013, neoprofessionista sfortunato nel 2014. Giro d’Italia, tappa di Montecassino, rotonda, ecatombe, lui ci rimette una spalla, con la microfrattura alla testa dell’omero. Davide Villella, 23 anni, nel 2015 alla Garmin-Cannondale, un po’ di esperienza se l’è fatta.
Davide, la corsa più dura?
“Il Giro del Qatar, anche se piatto, perché andavano tutti come il vento”.
La corsa più lunga?
“La Liegi. Andata male: coinvolto in una caduta, rotto il cambio, spremuto nell’inseguimento, staccato sulla Redoute”.
La corsa più breve?
“Il cronoprologo in Alberta, Canada. Quarto”.
La corsa più affascinante?
“Il Lombardia, sulle strade di casa mia”.
La corsa più incomprensibile?
“Tante quelle in cui ci ho capito poco. Forse proprio il Qatar”.
La corsa più affollata?
“Liegi e Amstel. Più la Liegi dell’Amstel”.
Il corridore più generoso?
“’Maranga’, alias Alan Marangoni: pensa solo agli altri”.
Il corridore più simpatico?
“Capecchi: ha la battuta sempre pronta”.
Il corridore più insegnante?
“Ivan Basso: spiega, consiglia, descrive, ma non ha ancora cominciato con le interrogazioni”.
Il corridore più amico?
“Gianfranco Zilioli: ci conosciamo da anni”.
Il corridore più impressionante?
“Philippe Gilbert all’Amstel. Quanto andava forte”.
Il corridore più misterioso?
“Non saprei. Forse giapponesi e cinesi, ma solo perché hanno storie e culture così lontane e diverse dalle nostre”.
il riposo dei guerrieri

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Adesso?
“Rientrato da una vacanza a Cuba con la mia morosa Elisa, in partenza per il primo raduno, dal 13 al 23 novembre, con cinque giorni in barca a vela, alle Isole Vergini, buona occasione per creare il giusto spirito di squadra”.
Davide, un sogno?
“Da under 23 ho vinto il Piccolo Giro di Lombardia. Mi piacerebbe vincerlo, un giorno, anche da professionista”.
Ma lei, che corridore è?
“Non lo so neanch’io. Non sono velocista, non sono scalatore, non so neppure se sono completo. Glielo dirò subito dopo la prima vittoria. Presto, spero”.